Il rene: un fantastico filtro

Come sono fatti e come funzionano i reni

È assolutamente riduttivo considerare i reni, come spesso viene fatto, unicamente come il filtro del nostro organismo. Classicamente rappresentati come a forma di fagiolo, sono due piccoli organi presenti nell’addome superiore e non è possibile banalizzare ciò che l’evoluzione è stata in grado di generare nel corso dei millenni.

Per meglio comprendere la semplice ma paradossalmente complessa funzione del rene, è necessario specificare alcuni dettagli.

Osserviamoli da vicino

Già ad una semplice osservazione ecografica è riconoscibile in essi una porzione più esterna, detta corticale, ed una porzione più interna che costituisce la midollare.

Queste due aree, appunto ben distinguibili anche ad una semplice osservazione macroscopica, sono istologicamente assai differenti fra loro e, come è facilmente intuibile, hanno funzioni diverse ma complementari riuscendo, attraverso la loro integrazione, nell’opera di purificazione del sangue dalle scorie azotate principalmente derivate dal metabolismo proteico.

Semplificando al massimo l’assetto anatomico ed istologico del rene, possiamo affermare che la zona corticale è costituita dall’insieme dei glomeruli, la zona midollare dall’insieme dei tubuli, mentre i calici renali rappresentano la struttura della pelvi che costituisce il primo contenitore dell’urina. L’insieme del glomerulo e del tubulo renale ad esso correlato costituisce l’unità funzionale del rene e viene definito nefrone.

 

 

I glomeruli sono costituiti da una miriade di capillari agglomerati come in un classico gomitolo in cui è riconoscibile una arteriola afferente ed una efferente che, rispettivamente, portano il sangue arterioso e ne permettono il deflusso.

Il filtraggio del sangue

Proprio come avverrebbe in un filtro, il sangue spinto nel rene ad opera della contrazione cardiaca, entra in ciascuno della miriade dei microscopici agglomerati capillari che, appunto, costituiscono il glomerulo.

Come avviene in ogni altro tessuto, quando il sangue raggiunge i vasi capillari, in virtù della maggiore pressione che vige nel loro interno rispetto a quella presente nel tessuto interstiziale che li circonda, permette la fuoriuscita di parte del plasma dal microscopico vaso sanguigno. Tale liquido, costituito sostanzialmente da acqua e proteine, già definibile preurina, entra in condotti altrettanto sottili che rappresentano i tubuli renali. Naturalmente nel filtrato glomerulare sono presenti numerose altre sostanze tra cui le scorie azotate che debbono essere eliminate dall’organismo e per le quali il rene ha la sua ragion d’essere.

Il liquido, prima definito impropriamente plasma, che fuoriesce dal capillare per raccogliersi nei microtubuli come preurina, è ricco di proteine in quanto la parete del capillare è necessariamente ampia per favorire l’eliminazione delle scorie adottate. Le proteine presenti nella preurina, non potendo essere disperse per ovviare ad una incongrua perdita delle stesse da parte dell’organismo, vengono riassorbite durante il percorso nei tubuli renali. Ecco che allora la funzione dei tubuli, e con essa della midollare del rene, è essenzialmente quella di provvedere al riassorbimento delle proteine, soprattutto albumina, prima passate attraverso il filtro glomerulare.

 


Il riassorbimento delle proteine

Quindi i tubuli, uno per ogni glomerulo ed a forma di ansa, raccolgono la preurina ed operano su di essa il riassorbimento dell’albumina affinché la stessa non venga dispersa. Anche il tubulo renale, in realtà, presenta una complessità strutturale e di funzione che, almeno per ora, non andrò a descrivere.

Uscito dai tubuli, il filtrato che ormai è definibile urina perché privato della componente proteica, viene convogliato nei calici renali che hanno struttura macroscopica e vanno a costituire la pelvi renale.

Giunta nella pelvi renale, l’urina percorre goccia a goccia gli ureteri fino a raggiungere la vescica ove si raccoglie. La definitiva eliminazione all’esterno è con atto volontario che avviene in relazione al gioco coordinato della muscolatura liscia della parete vescicale. Questa è rappresentata dal detrusore che si contrae e dal simultaneo rilasciamento dello sfintere. L’elemento determinante alla minzione è lo stimolo generato dalla progressiva distensione della vescica.

Riepiloghiamo

Volendo sintetizzare quanto finora descritto, nel rene possiamo riconoscere due strutture anatomiche, la corticale e la midollare, ove sono microscopicamente e rispettivamente riconoscibili i glomeruli ed i tubuli. I primi operano la vera filtrazione del sangue ed i secondi provvedono al riassorbimento delle proteine abnormemente filtrate.

La pelvi renale rappresenta unicamente il raccoglitore dell’urina prima che intraprenda il percorso, semplice ma indispensabile, per essere poi eliminata all’estero.

Altre funzioni del rene

Ma la complessità del rene è rappresentata anche da numerose altre funzioni che possiede tra cui il suo impegno nella gestione della pressione arteriosa attraverso il sistema renina angiotensina e dalla produzione della eritropoietina capace di stimolare il midollo osseo alla attività ematopoietica, cioè alla produzione dei globuli rossi. Altre funzioni di estrema importanza e complessità sono la sua capacità di gestire l’equilibrio acido-base e quello idro-elettrolitico dell’organismo nonché l’intervento sul riassorbimento del glucosio filtrato nella preurina.

Questo appena fatto è un semplicistico accenno alla funzione del rene che necessiterebbe ancora di infiniti approfondimenti. Credo sia sufficiente, pur tuttavia, per dare l’immagine della perfezione e complessità dell’organismo umano e di questo organo in particolare.

 

Dr. Mauro Marchetti Specialista in Medicina Interna

 

 


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