Il tumore: una malattia da capire

Un tumore, qualunque esso sia, porta con sé una carica di emotività che inevitabilmente comporta irrazionalità e paura motivata dalla presunzione, purtroppo spesso reale, di un esito infausto in un tempo più o meno breve.

Certamente conoscere le problematiche che sottendono questa malattia non possono attutire la paura e l’ansia che la stessa è in grado di generare ma, probabilmente, sono in grado di aiutare a razionalizzare l’evento e a reagire in modo più efficace per combatterla.

Con questo approfondimento cerchiamo di raggiungere l’obiettivo di comprendere gli eventi che si susseguono per arrivare all’insorgenza della malattia.

Seppur in modo semplicistico, capire la differenza tra la cellula neoplastica e quella normale è
un punto di partenza fondamentale per ricostruire l’iter del processo patologico.

E tutto ciò a prescindere dalla sede e dal tipo di cellula interessata dal tumore.

Al solito, una serie di premesse sono indispensabili per meglio comprendere la complessa problematica di cui ci stiamo occupando.

Ormai nota a tutti è la capacità di ogni cellula, a parte qualche eccezione, di moltiplicarsi attraverso un sistema che coinvolge gli acidi nucleici (DNA ed RNA) presenti all’interno del nucleo cellulare sotto forma di cromosomi. In questi ultimi sono raccolte le informazioni genetiche che si esplicheranno non solo nei caratteri somatici dell’individuo ma che regoleranno anche le funzioni della stessa cellula a cui appartengono.

Altresì sufficientemente nota è la strutturazione delle catene elicoidali degli acidi nucleici che sono costituiti da complesse sostanze chimiche, analoghe ma differenti fra loro, che si alternano nella sequenza del codice genetico.

Nella moltiplicazione cellulare che avviene attraverso la replicazione del DNA, potrebbero crearsi delle anomalie che coinvolgerebbero le caratteristiche della cellula replicata.

Se l’anomalia fosse di particolare importanza, la cellula che ne deriverebbe dovrebbe essere intercettata e distrutta dal sistema immunitario dell’organismo.

Un datato esperimento ha evidenziato questa anomalia di comportamento: messe in due differenti terreni di coltura cellule normali e cellule neoplastiche, il loro comportamento si differenzia in quanto, mentre le prime si moltiplicano fino a che non sia completata la loro stratificazione sulla piastra per poi fermarsi nella replicazione, le cellule neoplastiche dopo aver raggiunto questo obiettivo continuano la loro moltiplicazione creando cumuli e cumuli di cellule sovrapposte.

Ne deriva che le cellule neoplastiche non sono in grado di auto limitare la loro moltiplicazione come fanno, viceversa, le cellule normali.

Questa è la primaria differenza che caratterizza la cellula tumorale e che è causa della capacità di invasione in loco e a distanza del tessuto neoplastico.

La perdita di autocontrollo e la conseguente acquisizione di questa incongrua capacità moltiplicativa da parte di una cellula, imporrebbe l’intervento del sistema immunologico per eliminarla e proteggere così l’organismo da possibili futuri problemi.

Se per l’incapacità del sistema immunitario ciò non dovesse accadere, saremmo all’origine della malattia tumorale.

Potremmo allora concludere che la malattia tumorale derivi dalla concomitanza di due anomalie sistematiche che sono rappresentate dalla mutazione genetica della cellula e dalla deficienza del sistema immunitario. Quest’ultimo è quasi sempre è secondario ad un altro evento.

Purtroppo nulla è possibile fare per ovviare al rischio di mutazione genetica se non eliminare l’esposizione dell’organismo ad eventuali sostanze cancerogene che, a tutt’oggi, sono solo minimamente conosciute.

Allora sarà necessario porre la massima attenzione sulla buona funzionalità del proprio sistema immunitario.

Al di là delle possibili ma rare anomalie genetiche, il deficit immunologico è molto spesso secondario, cioè legato, a problematiche intercorrenti. Quali?

Fondamentalmente due sono le cause che lo generano:

Un significativo stress psicofisico

Una patologia intercorrente che, obbligando il sistema immunitario ad operare in difesa dell’organismo aggredito da un agente esterno, tende a far sì che venga tralasciata una adeguata opera di sorveglianza verso il fronte mutazionale. Ciò consentirà alla cellula geneticamente anomala di proseguire la sua moltiplicazione.

Superato un certo numero di mitosi (moltiplicazione cellulare) sarà poi difficile controllarne la crescita che potrà diventare esponenziale.

A tal punto sarà solo una diagnostica precoce a poter arginare il problema dando l’opportunità di mettere in atto un sollecito intervento medico o chirurgico.

 

Dr. Mauro Marchetti 

Specialista in Medicina Interna

 

 


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