L’Herpes Zoster o “fuoco di Sant’Antonio”

L’Herpes Zoster, conosciuto in passato come “fuoco di Sant’Antonio”, è una malattia virale causata da uno dei virus herpetici; questo virus ha come principale caratteristica quella di localizzarsi in strutture nervose definite gangli.

Senza entrare in dettagli tecnici anatomici e microscopici, diciamo unicamente che tali formazioni, presenti lungo il decorso dei nervi sensitivi spinali e cranici, sono aree di passaggio per alcune fibre nervose e una sorta di relè per l’interconnessione (sinapsi) di neuroni che definiamo pre e post sinaptici.

I gangli spinali si trovano in prossimità della regione posteriore della colonna vertebrale mentre quelli cranici sono situati all’interno della scatola cranica.

Tra quelli localizzati nell’encefalo poniamo particolare attenzione al “ganglio di Gasser” che, disposto sul percorso del nervo sensitivo trigemino, è particolarmente interessante in relazione alla patologia herpetica di cui ci stiamo occupando.

 



Come detto all’inizio di questa descrizione, il virus in causa in questa patologia ha un particolare tropismo per il tessuto nervoso gangliare che, una volta colonizzato, non viene più abbandonato anche se solo in taluni momenti può dar segno di sé attraverso una tipica estrinsecazione clinica.

Il sintomo più tipico dell’Herpes Zoster è il dolore che viene definito “neuropatico” proprio in relazione alla stimolazione delle fibre nervose sensitive presenti nelle strutture anatomiche che abbiamo appena conosciute.

Il dolore neuropatico viene descritto dal paziente come un dolore urente, vale a dire un dolore a tipo bruciore, certe volte molto intenso ed in taluni casi di lunga durata; questo può permanere per mesi e talvolta per anni, anche dopo la conclusione dell’altra tipica manifestazione clinica della forma acuta: la lesione cutanea.

Quest’ultima ha caratteristiche molto specifiche che, quando presenti, permettono con certezza la diagnosi clinica. Primo elemento caratteristico di questa lesione è la sua variabilità nell'arco di qualche giorno: inizialmente compaiono alcune piccole vescicole contenenti un liquido trasparente che tendono ad aumentare di numero e a confluire fra loro; progressivamente, si trasformano in forme crostose che successivamente cadono lasciando, per un certo tempo, una zona pigmentata più o meno evidente; osservando questa dermatite è possibile notare come le singole lesioni possano essere, momento per momento, in differente stato evolutivo.

Altra caratteristica fondamentale per la diagnosi clinica è la sede della lesione cutanea che, pur essendo variabile, tipicamente si estende nell'area di distribuzione del nervo facente capo al ganglio interessato dalla patologia virale. Quando sono interessati i gangli spinali sia le lesioni cutanee che il dolore hanno una localizzazione monolaterale e a fascia che definiamo “metamerica”: tipicamente viene interessata un'area trasversale che interessa solo una metà del torace e che di solito risulta essere parallela all'andamento delle costole.

C’è da dire che non sempre la lesione cutanea è evidente e, in questi casi, è solo la comparsa di dolore e/o della caratteristica alterazione delle sensibilità nella regione interessata che fa porre il sospetto diagnostico. Il disturbo della sensibilità, espressione proprio dell’interessamento delle fibre sensitive del nervo, viene in genere descritto dal paziente come sensazione di bruciore al semplice sfioramento dell’area cutanea interessata che noi definiamo “iperalgesia”.

Ricapitolando, la sintomatologia tipica dell’Herpes Zoster è rappresentata dalla lesione cutanea, dal dolore neuropatico e dal disturbo delle sensibilità. Ciascuno di tali sintomi può essere presente o assente nel singolo caso ma, di solito, tutti sono presenti anche se con variabile intensità. Ognuno di loro può permanere per un tempo e con un’intensità variabili ma il dolore è senz’altro quello più invalidante.

Quando il virus si localizzasse in un ganglio nervoso le cui fibre si distribuiscono agli arti, la stessa sintomatologia può interessare le braccia o le gambe ma sempre, o nella maggioranza dei casi, monolateralmente. Particolare attenzione va posta laddove il virus si localizzasse nel ganglio di Gasser sopra ricordato; in tal caso potrebbe essere interessata una o più branche del nervo trigemino con distribuzione dei sintomi al capo e, talvolta all’occhio. In questo caso l’Herpes Zoster potrebbe essere particolarmente grave perché, dando una lesione delle strutture oculari, potrebbe determinare cecità.

 



Le lesioni cutanee sono molto simili, per tipo e per evoluzione ma non per distribuzione, a quelle della varicella; d’altronde il virus in causa in queste due malattie è probabilmente lo stesso che, per motivi ancora non noti, è in grado di dare due differenti forme di patologia. Altro punto interrogativo è il perché lo stesso virus che si manifesta con il quadro clinico della varicella dà immunità permanente e quindi potrà comparire in quello stesso soggetto solo in un'occasione mentre l'herpes zoster, prodotto come detto dallo stesso virus, può nello stesso paziente recidivare. Sembra possibile che un paziente che abbia avuto contatto con un soggetto affetto da varicella possa sviluppare una forma di herpes zoster mentre non sembrerebbe possibile l’evento opposto.

 

nervi spinali



Perché l’infezione virale erpetica si realizzi sembra essere necessario il contatto più o meno evidente con il virus ma va valutato, soprattutto, lo stato immunitario del soggetto: la presenza di una ridotta capacità immunologica, a qualsiasi causa imputabile, può sicuramente generare la manifestazione clinica favorendo la riattivazione del virus presente e silente nel ganglio interessato.

Di solito, infatti, questa patologia si rileva nei soggetti temporaneamente o permanentemente immunodepressi come accade in talune situazioni di importante stress psicofisico o come si realizza in soggetti affetti da patologia neoplastica, diabetica o in trattamento con cortisonici e/o immunosoppressori.

L’insorgenza ripetuta dell’Herpes Zoster in un soggetto anche apparentemente sano dovrebbe sempre spingere il Medico a richiedere un approfondimento diagnostico in quanto quel paziente potrebbe essere affetto da un deficit immunologico primitivo o secondario.

L’evoluzione dello Zoster è di solito benigna ma è necessario fare i conti soprattutto con la variante che colpisce il territorio trigeminale in quanto, come già ricordato, potrebbero essere interessati, oltre ai tessuti molli del capo, anche il globo oculare con complicazioni di particolari gravità fino alla perdita della funzione visiva.

In ogni caso la terapia con antivirali dovrà essere iniziata quanto prima perché, bloccando sul nascere la replicazione virale, si potrebbero ridurre sia l’estensione delle lesioni che la permanenza nel tempo della sintomatologia dolorosa neuropatica. Per la sintomatologia dolorosa, questa poco risponde al trattamento farmacologico con i comuni antidolorifici e, nei casi più gravi, si dovrà ricorrere a terapie con farmaci molto più impegnativi come il Pregabalin o i morfinici. 

 

Fonte immagini: Netter. Atlante di anatomia umana - Frank H. Netter

 

Dr. Mauro Marchetti 

Specialista in Medicina Interna

 

 

 


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