Chi non conosce le tonsille?

Apparentemente sono solo due piccole formazioni presenti nella parte più profonda del cavo orale, posizionate ai lati della lingua, di grandezza variabile ma più spesso delle dimensioni di due piccole ciliegie, talvolta addirittura non visibili perché nascoste dietro i pilastri anteriori del velo palatino.

Quando sono in preda ad un processo infiammatorio, possono ingrandirsi sporgendo verso la parte centrale del faringe; talvolta, il loro aumento volumetrico è tale da farle aderire all’ugola potendo così quasi occludere completamente il cavo faringeo. In taluni casi, sempre nel corso di una patologia infettiva, possono essere ricoperte da essudati biancastri noti a tutti noi come “placche tonsillari”.

È possibile, in altri casi, che le pareti di questi piccoli organi possano presentare piccole cavità superficiali definite “cripte”, sedi di possibile raccolta di materiale potenzialmente infetto.

Queste appena descritte sono le tonsille palatine ma, sempre nel faringe, sono anche presenti altre analoghe formazioni denominate tonsilla linguale e adenoidi. Queste descritte sono le principali formazioni che, nel loro insieme, costituiscono un anello linfatico presente sul fondo del cavo orale, all’imbocco del faringe: è il cosiddetto anello del Waldeyer.

Tali strutture, stimolate da allergeni provenienti dal mondo esterno, sono in grado di produrre un particolare tipo di immunoglobuline, le IgA, che rappresentano una vera e propria barriera alla penetrazione nell'organismo di germi presenti nell’aria inspirata o negli ingesti: la loro principale funzione è allora quella di proteggere l'individuo da possibili infezioni.

Evidentemente questo effetto di protezione è estremamente importante: togliere le tonsille vuol dire in qualche modo ridurre le difese dell'organismo verso agenti microbici esterni; per tale motivo oggi sempre più raramente si procede all’asportazione di tali organi. Sarà opportuno toglierle sono nel caso in cui queste formazioni dovessero rappresentare un serio rischio per la salute dell’individuo in quanto sede di infezioni croniche o ricorrenti.

Le patologie che possono più frequentemente colpire le tonsille sono malattie infettive su base batterica o virale. La forma virale che tipicamente interessa questi organi è la mononucleosi alla cui base è l'infezione da parte di un herpes virus che definiamo Epstein Barr Virus (HBV). Come sempre accade nelle patologie virali non c'è quasi mai una specifica terapia farmacologica sicuramente efficace e la guarigione del paziente è legata alla reazione del suo sistema immunitario che non deve essere depresso dall'utilizzo di grossi quantitativi di cortisonici.

Purtuttavia, in taluni casi, piccole dosi di cortisone possono essere utili per ridurre il processo infiammatorio e, quindi, favorire la deglutizione quando questa dovesse essere compromessa per un ostacolo al passaggio dell’aria e degli ingesti attraverso un cavo orale ristretto per l'ingrandimento proprio del tessuto linfoide.

 

Dr. Mauro Marchetti 

Specialista in Medicina Interna

 

 

 


Iscriviti alla mailing list
Accetto la Privacy policy