Dieta e steatosi epatica

Poco più che cinquantenne, il paziente arrivò nel mio studio con aria visibilmente sfiduciata: il suo problema era una steatosi epatica.

Cioè, il problema non era tanto la steatosi in sé quanto tutti i sintomi ad essa correlati. Si sentiva sempre stanco, viveva la giornata con poca energia e qualche volta anzi con sincera fatica. A completare il quadro si aggiungevano continui e insistenti mal di testa", come lui li definiva.

La patologia del dotto

Oggi prendo spunto dal titolo di un articolo letto su Facebook riguardante il "dotto di Stenone" che veniva proposto come storia della medicina.

Immagino che ai più un argomento del genere non avrebbe certo stimolato alcuna curiosità. A me invece, amante della medicina e incline a stranezze di pensiero nonché a collegamenti tra argomenti di varia natura, con una preparazione di fondo basata su una cultura mista tra arte medica, scienza, matematica, fisica, chimica, e chissà quante altre argomentazioni, ha aperto un mondo di considerazioni.

La steatosi epatica può o deve far paura?

Come ho già avuto modo di scrivere in un altro articolo, il fegato ha una struttura architettonica molto particolare, interessante e per certi versi stupefacente.

Ma ciò nonostante, tante sono le patologie che possono colpirlo, più o meno gravi, più o meno veloci nella loro evoluzione, talvolta di significato clinico piuttosto limitato ed in altre occasioni così gravi da determinare l'exitus del paziente con tempistiche differenti dal momento della diagnosi.

Cambia la modalità di percepire la medicina

Prevenire è meglio che curare.

A ben pensare in molti campi oggi si lavora per prevenire un evento: negli incidenti stradali o aerei si impegnano risorse che, partendo da quanto di negativo è accaduto, mirano ad identificare la causa del malcapitato evento per ovviare alla problematica di base evitando così che l’evento stesso possa ripetersi.

La febbre è un sintomo e non una malattia

Ero un semplice studente ai primi anni del corso di laurea in medicina e chirurgia e frequentavo assiduamente la diciottesima divisione dell’ospedale Carlo Forlanini di Roma quando, occupandomi di ricerca bibliografica e sfruttando le mie semplici cognizioni di un'informatica allora ai blocchi di partenza, partecipai alla stesura di un articolo, poi presentato come post ad un Congresso di Medicina Interna tenutosi a Bologna, il cui titolo era “la febbre di natura da determinare”.

L’infezione batterica e quella virale: differenze sostanziali

Definita la differenza tra infiammazione ed infezione analizzata in un precedente articolo, è necessario ora porre l’attenzione sulla patologia infettiva determinata dai batteri rispetto a quella dovuta ai virus.

Entrambi possono raggiungere l’organismo umano provenendo dall’esterno ma la tipologia dell’infezione è nettamente differente nell’un caso rispetto all’altro e la prima grossa differenza da fare è relativa alla struttura dei due agenti patogeni.

televisita in telemedicina

Lo spunto mi viene questa volta dall'aver partecipato ad un bel corso di aggiornamento programmato dall’Ordine dei Medici di Roma in cui si discuteva dell'organizzazione della telemedicina. Da anni questo argomento è stato preso in considerazione ma un significativo salto in avanti è stato fatto in coincidenza con la pandemia quando, vuoi per il lockdown e vuoi per la paura del contagio, ha avuto una brusca battuta di arresto l'abitudine, da parte del paziente, di prendere contatto diretto con il medico in occasione di sintomi. Anche gli studi medici hanno di fatto cercato di evitare, in tutti i modi, il contatto con i pazienti e non solo febbrili.

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