Cosa sta succedendo con le vaccinazioni?

Accantonando la pessima esperienza nella gestione della pandemia le cui responsabilità sono state molteplici, alcuni mesi fa è iniziata la corsa alle vaccinazioni. Anche qui il tempo dirà la sua e ci farà capire meglio quanto sia stato il beneficio e quanto piuttosto il nocumento, a medio e lungo termine, derivato dall'immettere sul mercato vaccini prodotti con tecniche innovative e poco sperimentate, inoculati in soggetti sani o addirittura con anticorpi specifici già presenti in circolo.

É però onesto dare atto che l'organizzazione messa in piedi dalle strutture a ciò deputate, in termini temporali molto contenuti, è stata effettivamente efficiente e molto spesso funzionante in modo egregio. In particolare a Roma il servizio anche di prenotazione on line è stato ben strutturato e più che efficiente.

Ma avere un'organizzazione territoriale di vaccinazione così efficiente ed efficace non giustifica allargare a macchia d'olio le microstrutture in cui poter somministrare vaccini, meno che mai in una fase pandemica che sta macroscopicamente regredendo verosimilmente in relazione a situazioni ambientali favorevoli alla sua scomparsa come accaduto nei mesi estivi del 2020.

Ancor meno giustificabile è organizzare vaccinazioni da parte di personale non medico, farmacisti per chiara esplicitazione, non abilitati allo svolgimento della professione medica che, spesso, operano in ambienti neppure qualificati all'uopo.

L'aspetto legale di questo provvedimento è stato egregiamente evidenziato da un puntuale articolo del Prof. Fabrizio Giulimondi, professore di diritto amministrativo e costituzionale nonché consulente giuridico presso il Senato della Repubblica, pubblicato sul Quotidiano Lab Parlamento del 5 Giugno 2021 che ti invito a consultare (trovi il link alla fine dell'articolo).

L'autorizzazione alla vaccinazione in Farmacia e le precauzioni raccomandate in ordine alla gestione dei possibili effetti collaterali contrastano nettamente con quanto previsto negli studi medici di Medicina Generale dove, naturalmente, l'inoculazione sarebbe stata fatta da un Medico regolarmente abilitato anche a raccogliere e valutare l'anamnesi e l'eventuale esame obiettivo. Tali stringenti precauzioni sono state, tra l'altro, uno dei motivi per cui non è decollato, come inizialmente ipotizzato, il trattamento vaccinale presso gli studi dei MMG.

Mi auguro che almeno per il futuro tali esperienze favoriscano un migliore approccio alla salute pubblica.

Leggi l'articolo del Prof. Fabrizio Giulimondi

 

Dr. Mauro Marchetti
Specialista in Medicina Interna

 

 


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